Un mio articolo uscito il 28 agosto su "L'Altro"

Un mio articolo uscito il 28 agosto su “L’Altro”

laltronuovo

Perchè mi piace l'ex capo di An

Chissà perché a Gianfranco Fini, alla festa democratica di Genova, non hanno fatto una domanda precisa:cosa pensa dell’omofobia dopo l’escalation di violenza degli ultimi giorni? Invece gli hanno chiesto di calendarizzare subito il provvedimento e lui da Presidente della Camera è stato costretto a rispondere ovviamente che non dipende da lui, ma dalla conferenza dei capigruppo. Quella domanda lui se la aspettava, ma forse per i dirigenti del Pd sarebbe stato troppo sentire rispondere Fini in modo netto e inequivocabile sull’argomento. Sarebbe stato troppo, visto che alla festa di Genova non è previsto nessun dibattito sui diritti lgbt. Ho avuto modo di incontrare Fini più di una volta da quando sono parlamentare. Per due volte ha accettato di incontrare le associazioni omosessuali e tutte le volte ha detto cose precise sul rispetto dei cittadini omosessuali e transessuali. Sul fatto che è arrivato anche in Italia il momento di approvare leggi antidiscriminatorie e di pari opportunità. Non ho mai nascosto la mia stima per un politico come lui e debbo dire che è stata reciproca. Quando lo incontrai nell’agosto del 2008 con gli atleti gay che avevano partecipato agli Eurogames (le olimpiadi dei gay e delle lesbiche) e a sorpresa gli consegnai la medaglia che avevo vinto a Barcellona, mi disse che gli piaceva il modo in cui stavamo conducendo questa battaglia. Lui, il presidente della Camera, ha la mia medaglia e ha preso l’impegno di restituirmela quando approveremo la prima legge italiana contro le discriminazioni nei confronti di gay e transessuali. Quella medaglia lui vorrebbe restituirmela presto, lo so. Sono stata attaccata spesso per i miei attestati di stima nei confronti di Fini. Perché non si riesce a capire che il percorso di Fini verso una destra liberale è un percorso lungo, che non nasce oggi, e che forse è solo cominciato con ritardo? L’Msi avrebbe dovuto molto tempo prima fare un bagno di umiltà e riconoscere i gravi errori che l’hanno tenuto così tanto legato al fascismo. Seppure con ritardo, il percorso di Fini è un percorso autentico. Vuole andare al Quirinale, dicono alcuni. E perché non dovrebbe avere questa ambizione? Ce l’aveva Berlusconi e non ce la può avere Fini? Francamente mi sento 100 volte più garantita da una sua candidatura perché ha rispetto della democrazia, della costituzione e delle istituzioni. Da donna liberale di sinistra vi dico che vorrei che emergesse oggi nel nostro paese una destra liberale, europea, come ce ne sono in altri paesi. Sarebbe un bene per tutti e sarebbe anche un bene per la sinistra che dovrebbe cominciare ad associare più spesso alla parola sinistra la parola liberale. Perché liberali si è a 360 gradi, sulle politiche economiche come sulle libertà individuali. E liberali non vuol dire liberisti. Il mio sogno è che la legge contro l’omofobia venga approvata proprio da parlamentari liberali di sinistra e di destra. Con Fini che mi restituisce la medaglia.

Paola Concia

Paola Concia

Abruzzese di nascita, mi sono laureata presso La Facoltà di Scienze Motorie de L'Aquila. Il mio impegno in politica ha avuto inizio negli anni ottanta nel Partito Comunista Italiano, poi nei Democratici di Sinistra e in seguito nel Pd, di cui attualmente sono membro della Direzione Nazionale.

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