La mia intervista sull'Unità dell'8 dicembre sul voto di Paola Binetti in Senato

La mia intervista sull’Unità dell’8 dicembre sul voto di Paola Binetti in Senato

da l'Unità dell' 8 dicembre di Vladimiro Frulletti

 

Paola Concia: Voglio il dialogo, ma nel rispetto reciproco. Non si può votare contro una sanzione all’odio per i gay.

 

 

BINETTI? E' IDEOLOGICA E INTEGRALISTA

<la senatrice Binetti dovrebbe decidere se restare senatrice e quindi rispondere alle regole di questo Stato e non di un’altro.>  Paola Concia, Coordinamento Politico nazionale PD è arrabbiata e delusa dal voto con cui la senatrice Binetti ha messo a rischio la vita del governo Prodi per contrastare il principio, inserito nel decreto sulla sicurezza, che è reato offendere o discriminare una persona omosessuale.

Perché l’ha colpita così negativamente quel voto? < Non si può votare contro una norma che sanzioni l’odio contro gli omosessuali. E’ una norma di civiltà. Binetti è d’accordo che una persona come me possa venire insultata e che qualcuno inciti all’odio contro di me e che questo non sia reato? E’ agghiacciante che una senatrice della repubblica decida di non votare la fiducia al suo governo per questa ragione>

Lei è molto dure, eppure con la senatrice Binetti lei aveva aperto un dialogo proprio sull’Unità < Avevo aperto non un dialogo, ma un’autostrada: mi ero davvero posta con spirito cristiano. Avevo proposto di cercare ciò che ci unisce nel rispetto reciproco, nel riconoscimento reciproco della dignità di ognuno. Ma invece c’è stata una rottura. Sono una donna omosessuale che oggi non ha diritti. Ve bene, lo dico, cerchiamo di liberarci di tutte le ideologiche  affrontiamo il problema dei diritti degli omosessuali, concretamente. Liberi da preconcetti., ma prima c’è il rispetto reciproco: lei invece alla prima occasione questo presupposto l’ha fatto mancare. E’ lei che è ideologica e integralista, purtroppo.>

Il che significa che il dialogo non è più possibile?

<No, voglio continuare su questa strada. Voglio avere un confronto col mondo cattolico. Per me il confronto con Paola Binetti aveva lo scopo di trovare un metodo di lavoro comune nel PD. Forse ho tentato di farlo con la persona più difficile, ma questo metodo lo difendo e lo rivendico. Perché il rimo obiettivo è come concretamente trovare strumenti per garantire diritti agli omosessuali>.

Sia lei che la Binetti siete costituenti del PD. Come si fa a aster dentro lo stesso partito con posizioni così diverse?

< Sono convinta che un terreno comune si possa costruire, solo a patto che ci sia il riconoscimento reciproco. Il PD deve riconoscere che io, Paola Concia, omosessuale, sono una cittadina di questo Paese e ho diritto a essere cittadina come tutti gli altri. Questo è il presupposto di partenza, fondamentale. Poi su come arriveremo trovare le soluzioni per riconoscere agli omosessuali si può lavorare>.

Il PD è più vicino alle su posizioni o a quelle della senatrice Binetti?

< Ho fiducia che il PD sia più vicino alle mie posizioni. Del resto sono una persona ragionevole che e cerca il dialogo. Ora bisogna che il PD lo dimostri>.

In che modo?< Battendosi alla camera affinché quell’emendamento non venga stralciato. Si può migliorare, si può riscrivere ma il principio resti. Nella mia lettera all’Unità dicevo che non volevo che il PD somigliasse né a me né alla Binetti, ma a tutte e due. Partendo però dal fatto che siamo due persone con pari diritti>.

Paola Concia

Paola Concia

Abruzzese di nascita, mi sono laureata presso La Facoltà di Scienze Motorie de L'Aquila. Il mio impegno in politica ha avuto inizio negli anni ottanta nel Partito Comunista Italiano, poi nei Democratici di Sinistra e in seguito nel Pd, di cui attualmente sono membro della Direzione Nazionale.

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