Che cos'è la politica.

Che cos’è la politica.

Che cos’è la politica se non la condivisione di uno spazio comune? La condivisione di quelle cose che ci tengono insieme? Che ci fanno “simili” quanto a condizione umana? Non tutto quello che attraversa le nostre vite, ci costringe a sentirci simili. Essere simili non vuol dire essere uguali. Perché la condivisione di uno spazio comune della politica non ci costringe a condividere tutto. L’appartenenza che ha attraversato le vite di tante di noi, forse, va ripensata, ridisegnata in un’ottica nuova. Nell’ottica di un mondo parziale. Parziale per noi e per le altre, gli altri. Appartenere non vuol dire appartenersi. Basti pensare all’amore, alle persone che amiamo, alla nostra vita in comune con chi abbiamo scelto “per tutta la vita”. Quante cose ci dividono da coloro con cui abbiamo scelto di condividere “tutto”. Eppure la differenza, la distanza a volte abissale, che è certa, non ci impedisce di continuare a “condividere”. Bisogna imparare a pensare la politica come l’amore. Fatta di passione, di vicinanza e di lontananza. Si va e si viene da quello spazio che si condivide, in una continua altalena. Sapendo che quel luogo è il terreno della mediazione di ciò che ci tiene insieme. In politica l’oggetto d’amore può essere quello spazio comune. Quel luogo dell’anima dove ci si cimenta, si sperimenta se stessi in relazione con l’altro/a. Un luogo a cui dare cura, attenzione perché ci appartiene, tutte e tutti.
E allora, però, quello spazio comune non diventa “tutto noi stessi”, ma è quel luogo dove scegliamo di condividere parte di noi, parte importante. Ma parte. La vita non è tutta lì. In quello spazio comune. E’ quella vita che scegliamo di condividere. Ecco, l’idea di una “politica nuova” dovrebbe nascere da questa comunanza. Dallo spazio di ciò che ci tiene insieme. Da quello che ci fa riconoscere, non come uguali, ma come appartenenti a uno spazio comune. Lo spazio comune comporta regole, rispetto, libertà. Tre cose semplici ma che implicano impegno nella condivisione. Il Partito Democratico dovrebbe nascere dal desiderio, dalla voglia di condividere uno spazio comune nuovo da realizzare, dove regole, rispetto, libertà siano le sue fondamenta. Dall’amore per la diversità. Dall’amore per ciò che non ci appartiene, che non è “nostro” come un tesoro d’oro puro. Dalla passione delle cose che ci tengono insieme dentro quel segno, che noi ritroviamo. Dalla passione di qualcosa di ambizioso, di grande, di un progetto che va oltre noi stesse, noi stessi. La passione non è mai gratis. Comporta perdite, rinunce. E’ un atto coraggioso. Uscire da se stessi e “mescolarsi”con gli altri. Qualcosa si perde, qualcosa si guadagna. Nella ricerca costante di nuovi equilibri, nuovi orizzonti, nuove speranze.
In quello spazio comune non ci sono solo fratelli e sorelle di sangue, ma ci sono anche cugine e cugini, parenti alla lontana, semplici conoscenti. E’ uno spazio di libertà dove costruire un progetto comune. Quel progetto comune dovrebbe essere il frutto di tante identità, storie, appartenenze. Una marmellata forse? Cosa è un piatto se non il paziente mescolarsi di ingredienti molto diversi tra loro? Per far nascere qualcosa di nuovo, di diverso da quello che sono i singoli ingredienti, appunto.
Di tutto ciò le donne hanno sapienza, sanno tenere insieme più che dividere. Senza di noi, semplicemente, non nasce questo progetto, non può venire al mondo una nuova opportunità. Non può nascere un “partito nuovo”. Un luogo dove imparare a dire “noi” senza perdersi, senza smarrire mai se stesse, se stessi. Solo così questo progetto diventa un’occasione per nascere insieme. Noi donne mettiamo a disposizione di tutto ciò il nostro tempo, le nostre vite. Ma è come un dono. Questo dono diventa ricchezza comune solo quando il suo valore è più forte perché le vite delle donne rientrano in un orizzonte condiviso. Smettendo di aspettare che qualcuno apra la porta. La porta, oggi, è aperta, e se vogliamo si tratta di entrare. E’ la porta di un mondo nuovo. Per donne e uomini liberi.

di Annapaola Concia

Paola Concia

Paola Concia

Abruzzese di nascita, mi sono laureata presso La Facoltà di Scienze Motorie de L'Aquila. Il mio impegno in politica ha avuto inizio negli anni ottanta nel Partito Comunista Italiano, poi nei Democratici di Sinistra e in seguito nel Pd, di cui attualmente sono membro della Direzione Nazionale.

Chiudi