Il mio intervento a "Prossima fermata Italia" Stazione Leopolda - Firenze - 6 novembre 2010

Il mio intervento a “Prossima fermata Italia” Stazione Leopolda – Firenze – 6 novembre 2010

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Voglio dire subito perche’ sono venuta qui: sono venuta a rotttamare gli uomini di questo partito! Cari Matteo e Pippo: scherzo, ma non tanto e vi spiego perche’:
Voglio andare subito al cuore del problema e affrontare tre punti fondamentali per me:
1)Sono d’accordo con Renzi: il problema e’ rottamare profondamente la cultura politica del Centro Sinistra nel nostro paese. Questa e la vera sfida la vera battaglia- la vera frontiera. Attenzione, pero’, dobbiamo metterci in gioco, essere umili e saper ascoltare, non staccare mai la spina dalla realtà . Bisogna cambiare il modo in cui si fa politica tra la gente e dentro tutte le istituzioni. Dalle istituzioni Nazionali a quelle Locali.
Qui a Firenze si parla di questo e di come si vince una battaglia sul rinnovamento della classe dirigente non perche si è piu furbi , ma perché si e’ più bravi e perché si e’ più in sintonia con la società. Me lo ha insegnato lo sport: ho vinto quando ero più brava, non perché ero cooptata, o perché ero servile verso qualcuno.
2) Matteo ha anche detto che la sinistra deve abbattere il tabù delle tasse.Sono d’accordo è una impostazione innovativa , liberal nel senso migliore e indica un sentiero di giustizia e sviluppo che non affida tutto allo Stato.
Ecco c’e un altro grandissimo tabù della cultura politica del centro sinistra: quello di non considerare i diritti civili il centro della crescita e dello sviluppo.
La ricchezza di un paese si ottiene affrontando il tema dei diritti sociali e dei diritti civili mettendoli sul stesso piano, dando loro la stessa importanza senza ordine di priorità.
Vi faccio un esempio semplice semplice: i diritti dei lavoratori sono importanti tanto quanto i diritti di due donne che si amano di costruirsi una famiglia e di vivere libere dal pregiudizio e dalla discriminazione.
Per me sono sullo stesso piano. Abbiamo noi il coraggio- non di dirlo - ma di fare politiche costruttive in questa direzione? Abbiamo il coraggio di non balbettare quando Berlusconi o Di Pietro dicono che è meglio essere etero che gay?
Abbiamo il coraggio di parlare di omosessuali senza tanti giri di parole e andando al cuore del problema?
Questo coraggio nel nostro partito non ce l’ha nessuno e non può essere appaltato agli omosessuali di questo partito.
Questa battaglia per me e’ centrale, perché deve stare al centro di un progetto di società.
“la frase che spiega tutto questo è quella che scrisse Irene Tinagli il 16 ottobre 2009, tre giorni dopo la bocciatura della legge contro l’omofobia “l’omofobia fa male all’economia”. Su questo sfido tutti, non faccio concessioni nessuno, a maggior ragione quelli a cui mi sento più vicina.
3) L’ altra grande battaglia: quella sulla leadership femminile su questa abbiamo una straordinaria occasione per dimostrare di essere credibili:
Dobbiamo essere radicali e propositivi sulla democrazia paritaria. Stiamo tenendo fuori dal Governo della società e dalla crescita la meta’ della popolazione italiana, le donne.
Tre proposte:
1) Riusciremo a mettere in discussione questo sistema di lededearship esclusivamente maschili, in cui sono i maschi che decidono le donne?
2) Sosterremo fino in fondo la legge bipartisan sulle quote rosa nei consigli di amministrazione?
3) Riusciremo a sostenere fino in fondo la democrazia paritaria quale che sia il sistema elettorale?
Ho un dovere verso le nostre figlie: ricostruire una società in cui sia altissimo il valore sociale delle donne - la vera risposta a un presidente del consiglio primitivo.
Chiudo con una frase di Susan Browell Anthony, fondatrice del movimento per il voto alle donne. Nel 1872 scrisse “La vera repubblica: gli uomini, i loro diritti e niente di meno, le donne e i loro diritti, niente di meno”.
Queste sono le mie battaglie e spero che siano anche le vostre.

Paola Concia

Paola Concia

Abruzzese di nascita, mi sono laureata presso La Facoltà di Scienze Motorie de L'Aquila. Il mio impegno in politica ha avuto inizio negli anni ottanta nel Partito Comunista Italiano, poi nei Democratici di Sinistra e in seguito nel Pd, di cui attualmente sono membro della Direzione Nazionale.

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