"le altre" di questa settimana: LA LIBERTA’ NON FA RIMA SOLO CON MATERNITA’

“le altre” di questa settimana: LA LIBERTA’ NON FA RIMA SOLO CON MATERNITA’

 

 

 

 

 

LA LIBERTA’ NON FA RIMA SOLO CON MATERNITA’

Vi volevamo salutare con maggiore entusiasmo. Fino a settembre infatti sospendiamo la rubrica, andiamo anche noi un po’ in vacanza. Avremmo però voluto farlo con più leggerezza, con un’idea di futuro più lieta. Mentre andiamo in stampa non sappiamo come andrà il voto sulla legge contro l’omofobia e la transfobia. Ma purtroppo sappiamo che cosa ha detto Borghezio, inneggiando all’odio, alla xenofobia, al razzismo. Le parole sono come pietre, come macigni; a volte hanno ripercussioni che valgono come una pallottola, come una bomba. Questa lunga stagione, che abbiamo provato a raccontarvi con la nostra rubrica settimanale, consente di fare un bilancio complesso. Di luce e ombre. Tra le luci c’è stata mobilitazione delle donne, che ha portato un milione di persone nelle piazze d’Italia. Un successone. Ma quel successo non ci impedisce di ribadire anche le nostre perplessità e le nostre critiche al movimento di “Se non ora quando”. Critiche che si rivolgevano e si rivolgono all’eccesso di moralismo e alla superiorità che viene data alle donne “perbene”, a un’idea di donna, tutto sommato, molto tradizionale.
Dopo le prime polemiche, sembrava che ci fossimo capite. Oggi invece scopriamo che i nodi da risolvere restano tanti. Un dato su cui ci piacerebbe infatti discutere è la centralità data dalla maternità. Nessuno mette in dubbio questa scelta, né contesta il fatto che oggi uno dei drammi della precarietà è la difficoltà di essere madri e allo stesso tempo lavoratrici.
Il punto è un altro. E’ che il lavoro fatto dal femminismo è stato quello di separare soggettività e maternità, stabilendo che la libertà o la realizzazione personale o la propria identità cambia a seconda dei percorsi, dei desideri, delle istanze personali. Secondo noi oggi, c’è di nuovo un appiattimento tra maternità e libertà. Tra l’essere donna e l’essere madre. Non è così? Discutiamone, ma al momento ci sembra che tutto arrivi senza prima questa voglia di discutere. Voglia che invece vediamo e riconosciamo nei tanti comitati locali di “ Se non ora quando” sparsi sul tutto il territorio nazionale.
A loro soprattutto ci rivolgiamo. A loro chiediamo di andare avanti, sia nell’elaborazione che nel cambiamento. Non si deve aver paura di configgere, cosa che è stata fatta, ma anche di operare rotture con il senso comune.
Bisogna parlare sì a tutte, ma sapendo che la libertà è tale se rispetta tutte le diversità. Insomma, non incorriamo in un errore che spesso è stato fatto: stabilire nuovi modelli, nuovi dictat, nuove morali da rispettare. Se sei nuda non vai bene, se sei madre sei figa. In entrambi i ruoli ci possono essere trappole che inchiodano oppure scelte di libertà. Non sta a noi giudicare, ma far sì che ognuna sia messa nella condizione di scegliere.
Buna estate a tutte, e a presto.

Paola Concia

Paola Concia

Abruzzese di nascita, mi sono laureata presso La Facoltà di Scienze Motorie de L'Aquila. Il mio impegno in politica ha avuto inizio negli anni ottanta nel Partito Comunista Italiano, poi nei Democratici di Sinistra e in seguito nel Pd, di cui attualmente sono membro della Direzione Nazionale.

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